
IL LAVORO COME VALORE UMANO, NON COME SEMPLICE NUMERO
Il lavoro non dovrebbe essere considerato solo attraverso indicatori economici come il PIL, il tasso di occupazione o il costo della manodopera. Prima di tutto, il lavoro è un elemento fondamentale della dignità e della realizzazione della persona.
Vedere il lavoro come un diritto fondamentale e un valore umano significa riconoscerne tre aspetti essenziali:
- Identità e realizzazione personale.
Il lavoro non serve soltanto a produrre beni o servizi. È uno strumento attraverso cui ogni persona può esprimere le proprie capacità, sviluppare i propri talenti e contribuire alla vita della comunità. Lavorare significa anche costruire il proprio progetto di vita e sentirsi parte attiva della società. - La dignità prima del profitto.
Chi lavora non può essere trattato come un semplice numero o una risorsa da sfruttare. Ogni lavoratore è una persona con diritti, bisogni e aspirazioni. Per questo sono indispensabili salari adeguati, condizioni di lavoro sicure e il rispetto della dignità umana, che deve sempre prevalere sulle sole logiche economiche. - Il lavoro come base della cittadinanza.
Il lavoro garantisce autonomia economica e permette alle persone di vivere con maggiore libertà, fare scelte indipendenti e partecipare pienamente alla vita sociale e democratica. Senza questa autonomia, diventa più difficile esercitare i propri diritti e contribuire alla collettività.
Quando l'economia dimentica il valore umano del lavoro e considera le persone soltanto come dati statistici o fattori produttivi, si genera alienazione e disuguaglianza. Rimettere il lavoro al centro significa ricordare che l'economia deve essere uno strumento al servizio delle persone e del loro benessere, non il contrario.
Il diritto alla vita è un principio non negoziabile e il pilastro di ogni società civile. Il movimento politico Italia delle Identità ne promuove la difesa assoluta dal concepimento fino alla morte naturale, opponendosi fermamente ad aborto ed eutanasia.
San Tommaso d’Aquino, uno dei più grandi maestri della coscienza europea, insegna che la legge civile «ha forza di legge nella misura della sua giustizia» (Somma Teologica, I-II, q. 95, a. 2). Questa giustizia si fonda sulla stessa legge naturale, così che una legge non conforme ad essa, egli conclude, «non è una legge, ma la corruzione della legge» (ibid.)
La forza è nella verità stessa e non nel numero. L’Italia di domani ha le sue radici nella verità di oggi che vogliamo conservare. Noi operiamo per restituire all’Italia la sua vera dignità: quella di essere luogo dove la persona, ogni persona, è affermata nella sua incomparabile dignità
Un principio fondamentale che occorre porre alla base della Costituzioni è il concetto di dignità della persona
Come è possibile parlare ancora di dignità di ogni persona umana, quando si permette che si uccida la più debole e la più innocente?
L’Italia gioca il suo destino futuro, poiché sta dando segni di decadenza morale e anche di impoverimento demografico, e sta rischiando così di dilapidare un patrimonio culturale trasmessole da insigni pensatori, grandi giuristi e mirabili santi.
L’Italia delle Identità si impegna ad attuare ogni opportuna iniziativa (morale, materiale, culturale, giuridica e civica), in conformità agli inviolabili diritti naturali dell’uomo, concorra alla diffusione di un’azione, di una cultura, di un costume e di una legislazione che rispettino e tutelino anzitutto l’inviolabile diritto di ogni uomo, dal concepimento, alla vita.
Opera per la più sollecita approvazione di una legislazione positiva che, in tema di promozione, assistenza e tutela della famiglia, della maternità e del nascituro, sia integralmente conforme ai principi dell’etica e del diritto naturali,
Nella consapevolezza e nel rispetto della libera diversità di opzioni in altri campi, accoglie la collaborazione e l’unità di ogni organismo, in ambito civile o religioso, di ogni cristiano e di ogni persona di retta coscienza e di buona volontà che riconosca l’inviolabile diritto di ogni uomo, dal concepimento alla vita, come affermato dalla stessa retta ragione, e riconosca il dovere della sua difesa come posto universalmente dalla stessa etica naturale.
DIRITTO ALLA SALUTE
Il benessere fisico, mentale e sociale, rappresenta un DIRITTO UMANO UNIVERSALE. In Italia, lo sancisce l'Articolo 32 delle Costituzione che tutela questa prerogativa non solo come bene primario della singola persona, ma anche come interesse dell'intera comunità, assicurando cure mediche gratuite a chi si trova in stato di indigenza, iniziando con il potenziamento della Sanita Pubblica (fatta a pezzi dalle direttive di Bruxelles) con presidi territoriali, strutture ospedaliere efficienti, e i livelli essenziali di assistenza e prevenzione potenziati al massimo, in quanto la prevenzione è necessaria per abbassare la possibilità di ammalarsi e limiterebbe di molto i costi per la sanità, rigettando totalmente le direttive della Ue in tema di sanità, per il semplice motivo che la stessa, ha ampiamente dimostrato insieme alla OMS di non essere più in grado di assolvere al proprio dovere e per cui nascono di non volere il bene dei popoli, ma il bene delle tasche delle multinazionali, e per una sanità sempre più indirizzata al servizio privato. A noi sempre tutto ben chiaro, quasi scritto a tavolino.
Proposta di 10 punti programmatici sul rilancio dell'agricoltura e del turismo a livello nazionale:
- Tutela e valorizzazione del Made in Italy
Rafforzare la promozione delle eccellenze agroalimentari italiane, contrastando la contraffazione e sostenendo le produzioni DOP, IGP e biologiche. - Sostegno alle imprese agricole:
Ridurre il peso burocratico e fiscale sulle aziende agricole, favorendo l'accesso al credito e agli investimenti per l'innovazione tecnologica. - Ricambio generazionale in agricoltura:
Incentivare l'ingresso dei giovani nel settore attraverso contributi, agevolazioni fiscali e percorsi di formazione professionale. - Tutela del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico
Promuovere interventi di manutenzione del territorio rurale, valorizzando il ruolo degli agricoltori nella salvaguardia dell'ambiente. - Filiera corta e mercati locali
Favorire la vendita diretta dei prodotti agricoli, sostenendo i mercati contadini e incentivando il consumo di prodotti a chilometro zero. - Turismo sostenibile e destagionalizzato
Promuovere un modello turistico che valorizzi borghi, aree interne, percorsi naturalistici e culturali durante tutto l'anno. - Sviluppo dell'agriturismo e del turismo esperienziale
Incentivare le aziende agricole che integrano attività ricettive, enogastronomiche e culturali, creando nuove opportunità economiche. - Investimenti nelle infrastrutture
Migliorare la rete viaria, ferroviaria e digitale nelle aree rurali e turistiche per facilitare l'accessibilità e la competitività dei territori. - Promozione internazionale dell'Italia
Rafforzare le campagne di promozione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico italiano nei mercati esteri. - Innovazione e sostenibilità
Incentivare l'utilizzo di tecnologie innovative, agricoltura di precisione, energie rinnovabili ed economia circolare per aumentare la competitività del settore agricolo e turistico.
PERCHÉ LA NEUTRALITÀ
Almeno per quattro motivi:
- Patrimonio culturale: l'Italia è ricca di un patrimonio culturale unico al mondo, con città storiche, borghi e monumenti che rappresentano la sua ricca storia e cultura.
- Presenza del papato: la presenza della sede del papato a Roma conferisce all'Italia un ruolo importante nel mondo religioso e morale, e la rende un centro di riferimento per la pace e la diplomazia.
- Collocazione geopolitica: la posizione dell'Italia nel cuore del Mediterraneo la rende un punto strategico per la storia, la cultura e la civiltà antiche e contemporanee, e la fa oggetto di interesse da parte di diverse nazioni.
- Ruolo nella diplomazia mondiale: una posizione di neutralità permetterebbe all'Italia di giocare un ruolo fondamentale nella diplomazia mondiale, ospitando incontri e negoziati internazionali e contribuendo a risolvere conflitti e crisi globali.
Questi motivi evidenziano l'importanza della neutralità per l'Italia, sia in termini di tutela del suo patrimonio culturale e morale, sia in termini di ruolo strategico nella diplomazia mondiale.
IL PRINCIPIO FONDAMENTALE
La sovranità monetaria coincide integralmente con l'indipendenza economica di una nazione libera.
LA DENUNCIA: L'ATTUALE USUROCORAZIA BANCARIA
- Perdita della sovranità: lo Stato Italiano oggi non possiede il potere di emettere denaro.
- Privatizzazione della moneta: lo Stato è costretto ad acquistare denaro dal sistema bancario.
- Ricchezza dal nulla: le banche stampano denaro al solo costo di carta e inchiostro.
- Il meccanismo del debito: la moneta viene prestata agli Stati a credito, generando interessi usurari.
- Il circolo vizioso: lo Stato compra altro denaro per pagare gli interessi precedenti.
- Debito pubblico stratosferico: questa trappola finanziaria ha causato il collasso dei conti pubblici.
LA RIVOLUZIONE: IL SIGNORAGGIO POPOLARE
- Lavoro come valore: il valore reale della moneta è generato unicamente dal lavoro del popolo.
- Convenzione sociale: il denaro è solo un mezzo di scambio basato sulla fiducia della comunità.
- Cittadini proprietari: lo Stato deve emettere la moneta e cederla direttamente ai suoi legittimi titolari.
I TRE PILASTRI DEL CAMBIAMENTO
- Proprietà di popolo della moneta
La moneta appartiene ai cittadini all'atto dell'emissione e non alle banche private. - Nazionalizzazione della Banca d'Italia
Trasformazione immediata della banca centrale in un ente pubblico statale e sovrano. - Cancellazione del debito pubblico
Dichiarazione di illegittimità del debito pubblico in quanto frutto di decenni di usura bancaria.
DIPLOMAZIA POPOLARE
La diplomazia popolare rappresenta un radicale cambio di paradigma rispetto alle relazioni internazionali classiche, configurandosi come una vera e propria politica estera fatta dai popoli. In questo modello, la costruzione dei legami transnazionali non è più una prerogativa esclusiva di Stati, governi e ambasciatori. Al contrario, il palcoscenico globale si apre all'iniziativa diretta di soggetti non statali: associazioni, organizzazioni non governative, università, imprese, comunità locali, fino ai singoli cittadini. L'obiettivo fondamentale è quello di gettare ponti, coltivare la fiducia reciproca e promuovere la cooperazione dal basso, superando così le rigidità, le lentezze burocratiche o i veti incrociati che spesso paralizzano i canali ufficiali.
QUESTA PRATICA SI FONDA SU TRE PILASTRI CONCETTUALI:
Il protagonismo dal basso: Le azioni non attendono il via libera delle istituzioni statali. Esse nascono spontaneamente da comunità organizzate, trovando espressione pratica in iniziative come i gemellaggi tra città, i programmi di scambio studentesco come l'Erasmus o l'invio di brigate di volontari nelle aree di crisi.
La difesa di un interesse nazionale concreto e non ideologico: L'attenzione si concentra sulla tutela di beni tangibili come la pace, il commercio, la cultura e la sicurezza. Un esempio calzante è rappresentato dagli imprenditori che mantengono aperti i canali con i mercati esteri sottoposti a sanzioni, riducendo i danni economici per settori chiave come l'agroalimentare.
La costruzione di una narrazione alternativa: Questo approccio offre punti di vista differenti rispetto a quelli veicolati dai media mainstream o dalle linee governative, come accade quando i forum internazionali promossi dall'associazionismo riescono a far dialogare parti in conflitto i cui governi hanno interrotto i rapporti.
Il contrasto con la diplomazia tradizionale evidenzia profonde differenze strutturali, tempistiche e di legittimazione, riassunte nello schema seguente:
| Caratteristica | Diplomazia Popolare |
| Attori principali | Popolo organizzato, associazioni, enti locali |
| Tempi e modi | Rapidi, informali e flessibili |
| Legittimazione | Consenso sociale e risultati concreti |
| Rischio principale | Mancanza di copertura ufficiale e statale |
Nel panorama geopolitico contemporaneo, la diplomazia popolare assolve a funzioni cruciali. Risulta fondamentale per sbloccare i conflitti, mantenendo vivi i contatti tra le società civili, anche quando i governi rifiutano il confronto. Sul piano economico e sovrano, essa tutela il tessuto produttivo preservando legami commerciali e culturali durante le crisi, e rafforza lo Stato stesso conferendo alla sua società civile una proiezione internazionale indipendente dal Ministero degli Esteri. Infine, favorisce una visione multipolare del mondo, moltiplicando i centri di dialogo oltre i tradizionali assi di potere come Washington e Bruxelles.
Per raggiungere questi scopi, la diplomazia popolare si serve di una vasta gamma di strumenti che includono patti di amicizia regionali, conferenze organizzate da think tank, missioni umanitarie, accordi tra camere di commercio e distretti industriali, nonché delegazioni popolari in territori sotto embargo.
Nonostante la sua efficacia, questo approccio presenta evidenti criticità e limiti strutturali. Il limite principale è la totale mancanza di uno status giuridico, che impedisce la firma di trattati vincolanti. Inoltre, i governi tendono spesso a percepire queste iniziative come una "diplomazia parallela" o un'interferenza nella politica estera nazionale. Esiste poi il rischio concreto di strumentalizzazione da parte di potenze straniere interessate ad aggirare le istituzioni ufficiali, oltre a severi problemi di sicurezza per gli attivisti operanti in zone di guerra, i quali risultano privi di qualsiasi forma di immunità diplomatica.
Un esempio concreto di questa dinamica si è registrato nel contesto italiano successivo agli eventi del 2022. Diverse associazioni, comitati politici e imprenditori hanno promosso missioni di diplomazia popolare verso aree complesse come la Russia, la Siria, il Donbass e la Serbia. Le iniziative si sono poste lo scopo dichiarato di mantenere attive le linee di comunicazione, salvaguardare gli interessi economici delle piccole e medie imprese italiane e presentare una prospettiva differente rispetto alla narrazione ufficiale delle istituzioni NATO e dell'Unione Europea.
In definitiva, la diplomazia popolare non si propone di sostituire le relazioni tra gli Stati, bensì di affiancarle, anticipandole nei momenti in cui la diplomazia ufficiale si dimostra debole, assente o frenata dalle alleanze internazionali. Essa si configura come uno strumento di sovranità profonda, poiché una società capace di dialogare direttamente con gli altri popoli riduce la propria dipendenza dalle mediazioni e dai filtri delle cancellerie.
ISTRUZIONE
Il modello si basa su un sistema pubblico a pluralismo didattico. Lo Stato finanzia le scuole garantendo libertà di insegnamento e programmi plurali non ideologici, mentre la responsabilità etica, morale e valoriale resta prioritaria della famiglia (principio del primato educativo genitoriale).
- Sussidiarietà: Lo Stato fornisce le strutture e le competenze di base (logica, scienze, lettere) in modo neutrale.
- Delega fiduciaria: La famiglia sceglie l'indirizzo pedagogico o valoriale integrativo.
- Neutralità didattica: Divieto di indottrinamento e omologazione ideologica, con focus sul merito e sullo sviluppo del pensiero critico.
IMMIGRAZIONE: PROBLEMA COMPLESSO
Il problema immigrazione e' molto complesso e non può essere ridotto ad una becera propaganda delle forze politiche che nel corso dei decenni non hanno avuto la lungimiranza per adottare soluzioni adeguate a ciò che oggi e' considerata una vera e propria invasione.
D'altronde a poco servono i pomposi programmi quando manca la volontà politica di attuarli ed una classe dirigente fatta di uomini capaci di amare il nostro Paese al di sopra degli interessi di parte o del partito di appartenenza.
Tra i diritti fondamentali di ogni essere umano c'è quello di poter vivere e crescere nella propria terra rendendo la migrazione una scelta libera e non una fuga obbligata da miseria e violenza.
IL RISPETTO DELL'IDENTITÀ DEL PAESE OSPITANTE
Il Movimento Politico Italia delle Identità affronta il tema dell'immigrazione con il dovere cristiano dell'accoglienza ma anche con il principio di prudenza politica dei governi che devono valutare le reali capacità di accoglienza e soprattutto la reale capacità di integrazione nel territorio e relativo rispetto della cultura , radici, religione ed identità locali.
I CRISTIANI PERSEGUITATI, ABBANDONATI E NON ACCOLTI
Italia delle Identità pone l'accento sulla drammatica condizione dei cristiani perseguitati nel mondo come una delle cause principali e piu' colpevoli dell'oblio delle migrazioni forzate.
Infatti di fronte alla violenta persecuzione ai cristiani, soprattutto in Medio oriente, dove le comunita' cristiane, quelle sciite ed altre minori hanno pagato e pagano quotidianamente un alto prezzo in termini di vite umane, né l'Europa, né l'Italia si sono fatte carico di questa tragedia.
Oggi circa 380 milioni di cristiani nel mondo subiscono persecuzioni, violenze o discriminazioni a causa della loro fede; un dramma ignorato dal dibattito pubblico e dai media occidentali
A migliaia oggi sono i cristiani uccisi nel mondo per motivi legati alla fede, migliaia sono gli attacchi alle chiese, rapimenti, aggressioni, stupri e matrimoni forzati.
E qui poniamo una domanda al mondo politico: perché di fronte al genocidio dei cristiani quasi tutte le porte dell'accoglienza sono state chiuse lasciandoli in balia di una violenta persecuzione da parte di un radicalismo islamico di matrice Jihadista che, oggi, in vari modi, arriva nel nostro Paese, sulla nostra terra, e vuole imporci, a casa nostra,,una fede ed una cultura che non sono i nostri?
Perché i governi che si sono succeduti nel nostro Paese non hanno fatto tutto il possibile per salvare questi fratelli nella fede che facilmente si sarebbero integrati piuttosto che ossequiare gli aguzzini?
IL SILENZIO E LA COMPLICITÀ DEI GOVERNI OCCIDENTALI
Di fronte a ciò Italia delle Identità denuncia il silenzio dell'Occidente e l'indifferenza politica degli stessi governi che vilmente evitano di sollevare il tema per non danneggiare i rapporti diplomatici ed economici con i paesi responsabili o conniventi.
Diciamo "responsabili e conniventi" perché la NATO e gli esportatori di democrazia attraverso le bombe, le sanzioni ed i cambi di regime in nord Africa e Medioriente hanno portato morte, distruzione, povertà, vuoti di potere, mancato controllo statale sui confini, trasformando, i paesi come la Libia, in aree di transito prive di autorità e di regole per i migranti il cui flusso, quasi in toto, e' gestito da organizzazioni criminali.
DICIAMO BASTA ALL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E SELVAGGIA
Auspichiamo che il Governo Italiano, anziché in armi che arricchiscono le solite lobby e causano morte, investa per il rispetto degli accordi bilaterali e di cooperazione già sottoscritti con i paesi interessati per prevenire le partenze attraverso investimenti nei paesi d'origine così da ridurre le cause delle partenze e smantellare le reti criminali che lucrano sulla tratta di esseri umani.
DICIAMO NO AL MULTICULTURALISMO ED ALLA RETORICA IMMIGRAZIONISTA DELL'ACCOGLIENZA ILLIMITATA
Fermiamo quanti pensano che la società multiculturale, e non il bene comune, sia il fine della politica.
Il multiculturalismo rappresenta un'ideologia fallimentare che indebolisce il tessuto di una società a tradizione cristiana, mina il diritto naturale, portando ad un relativismo culturale ed etico, ad una ghettizzazione sociale creando comunita' separate dunque non coese: chi predica la Shari'a contrasta apertamente con la cultura cristiana.
CHI È OSPITE DEVE RISPETTARE LE NOSTRE LEGGI E LA NOSTRA CULTURA
Il riconoscimento e il rispetto delle leggi, dei diritti fondamentali dell'uomo e dell'identità cristiana del nostro Paese rimangono il solo collante in grado di garantire una convivenza pacifica e ordinata.
Viviamo da millenni sulla nostra terra, non permetteremo a nessuno di imporci di cambiare i nostri usi, costumi, tradizioni religiose.
Non permetteremo a nessuno di offendere la nostra Fede,
vietare il crocifisso nelle scuole, vietare le nostre feste religiose, di annullare il Presepe, il Natale e la Pasqua perché viste come offese alla religione di chi è ospite sulla nostra terra.
A nessuno sarà permesso di cancellare la nostra identità e la nostra storia.
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